C'è un piccolo concorso di traduzione dalle lingue dell'est che si chiama
Estroverso. Si può tradurre dalla lingua prescelta in italiano o in friulano. Ogni anno le lingue proposte, in numero di tre, cambiano. I testi vengono scelti dagli organizzatori. Sono testi inediti in Italia, appartenenti alla letteratura per l'infanzia, in una rosa di quattro o cinque. Per divertimento un paio d'estati fa, visto che tra le lingue proposte c'era il russo, ho partecipato (non ho vinto). Ho scelto un'opera piuttosto difficile da tradurre: una raccolta di filastrocche, in versi rimati. È un buon esercizio, per la metrica, per la fantasia. E poi il russo è una lingua flessa, mentre l'italiano, più disteso di così si muore...
Di seguito, dalla raccolta che avevo tradotto –
Ci assomigliamo molto, di Artur Givargizov – una filastrocca nella mia traduzione e in originale:
Ti-ri-ri
Ti-ri-ri,
sentite questa tiritera
Come di
polvere sotto lo straccio?
La
canta la bidella, la vecchia Tamara,
nel suo
sgabuzzino sola con lo strofinaccio.
È da anni
che lavora nella scuola elementare,
pulisce,
spolvera, strofina.
Ma ogni
tanto ricorda i sogni di bambina,
siede e sottovoce si mette a canticchiare.
Та-ра-ра, ра-ра
Слышите
песню: та-ра-ра, ра-ра —
Как
будто пилой по тёрке?
Это
уборщица — тётя Тамара
Поёт у
себя в каморке.
Она
давно работает в школе:
Скребёт,
вытирает, моет.
Но
иногда вспомнит о воле,
Сядет и
тихо завоет.